Cetara

Cetara

Piccolo mosaico di pietra e case dalle mura colorate, fra il verde della vegetazione Costiera, Cetara è un antico borgo che tende la sua barba di sabbia verso le onde del mare.

Dapprima semi-disabitato, durante il Medioevo la popolazione crebbe di numero e il paese cominciò la tradizione per cui è ancora rinomato: la pesca. Il nome “Cetara” deriva infatti da “Cetaria”, ovvero “tonnara”. Ancora oggi si organizzano le grandi battute di pesca, facilitate da un mare generoso. Così, anche la cucina ne risente positivamente, creando piatti creativi e originali a base di prodotti tipici lavorati artigianalmente, che racchiudono i sapori di un tempo.

Ai piedi del monte Falerno, sorge Cetara, uno dei paesi più caratteristici della Costiera amalfitana. Immune al turismo di massa, Cetara è ancora legata alle attività economiche tradizionali quali la pesca e per questo conserva praticamente intatto il suo fascino di borgo marinaro.

Il legame con il mare si sente ovunque, a cominciare dal nome che potrebbe derivare o da “Cetaria”, (tonnara in latino), o da “cetari”, i pescatori o commercianti di tonni per finire con la gastronomia dove il pesce è l’alimento principe.

Tonni ed alici sono protagonisti della cucina di Cetara il cui piatto tipico è rappresentato dagli spaghetti con la colatura d’alici. Questo condimento è ottenuto dalla fermentazione di alici fatte marinare in appositi contenitori e può essere immaginato come una evoluzione del Garum, la salsa di pesce che faceva impazzire gli antichi romani.

Il mare cristallino che lambisce il borgo di Cetara è meta estiva dei giovani salernitani diretti soprattutto alla spiagge sottostante la possente torre di guardia. Dal punto di vista storico Cetara ha giocato un ruolo strategico fondamentale, il suo territorio apparteneva alla repubblica di Amalfi e ne costituiva il confine con il principato di  Salerno Per un breve periodo di tempo fu addirittura occupata dai saraceni che ne fecero una loro base.

Da un punto di vista artistico va segnalata la bella chiesa romanica dedicata a San Pietro Apostolo e la chiesa con convento annesso dedicata a San Francesco.

La storia di Cetara

Cetara

Cetara

La struttura dell’abitato è quella tipica dei piccoli borghi di pescatori e il suo nome lo testimonia, infatti Cetara è chiaramente derivato da Cetaria ovvero la tonnara, strumento grazie al quale si catturano i tonni.
Il comune ha avuto una fondamentale funzione strategica al punto da essere stato conquistato dai saraceni e usato dall’842 d.C. all’ 879 d.C.  come testa di ponte per attaccare e assediare Salerno che però resistette eroicamente.
Inizialmente appartenente al territorio della repubblica amalfitana finì sotto la giusrisdizione della ricca Abbazia di Cava che utilizzò Cetara come importante punto di attracco per i commerci con gli altri monasteri benedettini e anche per incrementare le proprie finanze con la tassa di ancoraggio.
Nel 1534 d.C. subì un tremendo saccheggio da parte dei saraceni e circa 300 dei suoi abitanti furono portati come schiavi nei mercati del Nord Africa. Memori di questo disastro i governanti potenziarono le difese con la maestosa torre vicereale.

Cose da vedere a Cetara

Chiesa San Pietro Apostolo

Cetara Cupola chiesa San Pietro

Cetara Cupola chiesa San Pietro

Edificata in cima a una lunga rampa di scale in pietra, la chiesa fu costruita in onore del santo patrono di Cetara, in seguito alla vittoria dei Normanni sui Saraceni, di religione musulmana.

Seppur piccola, riesce a dominare tutto il panorama del borgo con la sua cupola di ambrogette in ceramica verde e gialla, mentre all’interno sfoggia stucchi e intonaci colorati. L’edificio è il frutto di una commistione di periodi storici e stili diversi: la chiesa ha ricevuto vari ampliamenti e ristrutturazioni negli anni, e se la facciata neoclassica è sobria, all’interno esplode il barocco, mentre il campanile di 18 metri conserva i tratti della prima edificazione.

Fra statue lignee, cappelle, tele dipinte e altari in marmo, è degno di nota anche il presepe napoletano situato all’ingresso, che ritrae scene di vita quotidiana con la semplicità e la bravura degli artisti di Napoli. Inoltre, la chiesa conserva un organo in legno e due statue degli apostoli S. Andrea e S. Pietro, i santi pescatori, in nome della tradizione cetarese.

La Torre vicereale

Cetara Cupola chiesa San Pietro

Cetara Cupola chiesa San Pietro

La Torre Vicereale, che sorge al termine del lungomare, è uno dei maggiori simboli di Cetara, che così è resa visibile anche al largo. Realizzata in pietra, offre innumerevoli panorami dalle sue finestre, che lasciano entrare il forte odore della brezza marina, e dai suoi terrazzi, che spesso ospitano romantici matrimoni.

Silente guardiana della costa e del suo borgo, torre era una delle 400 costruzioni d’avvistamento e difesa contro i Turchi durante il periodo delle invasioni nel 1400. Questo fitto sistema di difesa prevedeva linee di comunicazione con giochi di luce attraverso specchi e ogni struttura era dotata di armi da lancio: tre cannoni bronzei e altrettante catapulte, capaci di mirare verso il mare e le imbarcazioni, anche in caso di attacchi da parte di pirati.

La torre in pietra d’epoca Angioina, fu più volte ristrutturata e modificata, anche sotto il dominio Aragonese, cosicché oggi risulta più elevata rispetto alla struttura originale, a cui furono aggiunti due piani e vari rinforzamenti. L’ultima ristrutturazione fu compiuta nel 2011, quando la torre fu aperta al pubblico per la prima volta al pubblico dopo l’acquisto da parte del comune negli anni ’90.

Attualmente ospita al suo interno il Museo Civico, aperto dal 2011 e dove sono esposti i quadri dei cosiddetti “costaioli”, ovvero i pittori della costiera che ritraggono i luoghi che hanno dato loro i natali. Le perle della collezione sono gli artisti Ugo Marano e Manfredi Nicoletti, entrambi originari di Cetara.

Chiesa di San Francesco

Chiesa risalente al 1585, con annesso convento

Le Spiagge

Marina di Cetara

Spiaggia rocciosa e sabbiosa, al centro del Paese.

Spiaggia Contrada Fuenti

Spiaggia rocciosa e sabbiosa

La gastronomia

Cetara - La colatura di alici delizia del palato

Cetara – La colatura di alici delizia del palato

La gastronomia di Cetara è interamente fondata sui piatti che vedono come alimento principe il pesce, soprattutto alici e tonno. Sicuramente il piatto più rappresentativo è la colatura di alici, un condimento ottenuto dalla fermentazione di alici fatte marinare in appositi contenitori che può essere immaginato come una evoluzione del Garum, la salsa di pesce che faceva impazzire gli antichi romani.

Non c’è niente di meglio che coronare una giornata di relax con un’ottima cena, e se si è a Cetara ci sono ottime chance di riuscita. Dai ristoranti più caratteristici a quelli più moderni, è sempre possibile gustare una portata a base del prodotto tipico del borgo: il pesce, in particolare tonni e alici. Si raccomanda vivamente di provare un piatto di pasta condito con la rinomata colatura di alici, un liquido ottenuto mettendo il pesce sottosale, derivato dall’antica tradizione romana del Garum.

Galleria fotografica

Alcune immagini del bellissimo borgo di Cetara.

Video dal drone

Come raggiungere Cetara

Cetara ha una posizione piuttosto decentrata rispetto alla Costiera amalfitana e dista:

In auto

Raggiungere Cetara in auto non è difficile, occorre semplicemente seguire le varie indicazioni.

Sia partendo da Napoli che da Salerno, è necessario seguire l’autostrada A30 (Napoli – Pompei – Salerno). Da qui, si possono imboccare due strade diverse: si può proseguire verso il Valico di Chiunzi (l’alternativa più rapida) o inserirsi sulla strada panoramica di Vietri sul Mare a picco sul mare, che offre una vista indimenticabile, ma presenta numerose curve ed è notoriamente più trafficata, soprattutto durante i fine settimana. Si giunge a destinazione dopo circa un’ora di viaggio.

In autobus

Chi preferisce spostarsi con i mezzi pubblici, può usufruire degli autobus della linea SITA, che collegano vari centri della Campania.

Se il punto di Partenza è Napoli, è possibile partire da una delle fermate più semplici da raggiungere, come quella davanti alla Stazione Centrale. Occorre munirsi di biglietto, acquistabile in qualsiasi edicola, e convalidarlo una volta a bordo alle apposite obliteratrici. Il viaggio dura circa due ore e il prezzo è approssimativamente di €7,00.

Da Salerno, il centro principale per la sosta degli autobus è la stazione ferroviaria, all’interno della quale è possibile comprare un biglietto. Da qui, si impiegano circa 40 minuti per giungere a Cetara, e il prezzo è di circa €3.

Via mare

Durante i mesi da aprile a ottobre, è possibile raggiungere Cetara da Salerno tramite il servizio traghetti della compagnia Travelmar. Si può salire a bordo sia dal Molo Masaccio, vicino Piazza della Concordia, dove si trova un parcheggio a pagamento dove lasciare l’auto durante il periodo di permanenza.

Il tempo di percorrenza del tragitto è all’incirca 30 minuti e i prezzi variano in base alla fascia d’età: €5,00 per gli adulti, €4,00 per i bambini dai 3 ai 10 anni, mentre i bambini al di sotto dei 3 anni viaggiano gratis. In più, è possibile portare il proprio cane con sé.
Non vi sono traghetti che conducono a Cetara partendo da Napoli, ma è possibile raggiungere Ischia, Sorrento, Capri o Positano e da qui imbarcarsi nuovamente per raggiungere a destinazione.

Chi ha a disposizione una propria barca, può ormeggiare al porto da giugno a settembre e usufruire di tutti i servizi, vigilanza notturna compresa.