La processione del Cristo morto

La Settimana Santa è alle porte e come ogni anno, sarà celebrata in Costiera Amalfitana con una ricca varietà di tradizioni.

Particolarmente degna di nota è la processione del Cristo Morto, che si  svolge il Venerdì Santo. Durante questo evento, tutti gli abitanti rivivono con estrema commozione e nel silenzio solenne la provvisoria morte di Cristo, ricordando il dolore della madre che ha perso un figlio.

È una manifestazione particolarmente sentita dagli amalfitani, tanto da indurre anche molti non residenti a rientrare in Costiera, nei luoghi natii,  per prenderne parte. Il corteo inizia al Crepuscolo dalla Chiesa dell’Addolorata di Amalfi, che ospita l’Arciconfraternita omonima, da sempre occupata di mantenere viva questa tradizione. A sera, quando il rumore cede il posto al silenzio, ogni luce abbandona Amalfi che sembra improvvisamente morta al passaggio della bara dorata guidata dalle poche fiaccole ai lati delle strade. Quest’ultima é sorretta dai “notabili”,  abitanti di Amalfi vestiti di scuro, che confondendosi nel buio della notte, la accompagnano nel suo tragitto per il riposo.

Al ritmo dei canti di dolore, in un’atmosfera quasi irreale e suggestiva, la statua della Vergine,  trafitta al cuore da una spada, sembra inseguire il figlio, senza mai riuscire a raggiungerlo. In una mano regge un fazzoletto come per dare il proprio addio. Alla processione prendono parte anche i “ battenti” che aprono il corteo resi irriconoscibili dal candore delle loro tuniche con cappuccio, tutte omologate, con cordone in vita e corone di spine a cingere il capo.

I canti sono tradizionali del 300, sempre gli stessi versi ripetuti più volte per rimanere impressi nella memoria degli amalfitani, ricordano il dolore della Vergine  ed esprimono il proprio pentimento. La musica del compositore Tirabassi riesce ancora ad evocare, a distanza di 700 anni, forti emozoni grazie all’alternanza dei toni alti e bassi. Per la loro bellezza, questi canti sono entrati a far parte del patrimonio a tutela del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Sono gli unici suoni udibili in questa Amalfi improvvisamente inconsapevole dello scorrere del tempo. Il processionale serpeggia per ogni via del borgo della costiera, e prevede come tappa anche il Duomo, per poi terminare il lungo viaggio simbolico nella Piazza del Municipio, dove il Cristo sarà deposto nel sepolcro preparato per l’occasione. Intanto una lunga fila di fedeli aspetterà il proprio turno per accarezzare il piede di Gesù. Qui  madre e figlio si separano, poiché la statua della Madonna Addolorata sarà condotta in Cattedrale,  seguendo l’ormai vuota bara d’oro, accompagnata dal corteo funebre che si accinge a svolgere il suo ultimo compito.