Tramonti Costiera Amalfitana



Questa lussureggiante località sorta tra due monti e parte, nel passato, della Repubblica Marinara Amalfitana, è una terra ricca di venti e per questo Flavio Gioia, perfezionatore della rosa dei venti, diede il nome di questo paese al rigido vento del Nord, la tramontana. Da vedere la chiesa di San Pietro Apostolo con splendide decorazioni barocche e la Cappella Rupestre, un luogo di culto ricavato in una cavità naturale. Da non perdere la sagra del limone ad agosto, che celebra il prodotto più diffuso in tutti i paesi della Costiera. Tramonti, attraverso i suoi cittadini, ha il pregio di aver fatto conoscere la pizza in tutto il mondo. La vocazione della pizza risale a tempi remoti. Infatti, a Tramonti, quasi la totalità delle famiglie, fino all’ultima generazione, avevano in casa il forno per fare il pane biscottato di farina di grano integrale o aggiunto con farina di granturco, per cui ogni qualvolta si faceva il pane, era un rito fare la pizza con lo stesso impasto e veniva condita con i pomodori degli sponsilli (tenuti in conserva sotto i porticati) e con olio di oliva, qualcuno aggiungeva la sugna o anche qualche cubetto di lardo, l’aglio, origano e chi, economicamente stava meglio, aggiungeva qualche acciuga salata. La mozzarella non veniva usata per due ragioni: una economica, in quanto il latte si vendeva per il sostentamento quotidiano, l’altra, perché volendoci troppo tempo per cuocere la pizza, la mozzarella si essiccava e perdeva il suo sapore. La pizza così preparata veniva cotta insieme al pane, nel forno senza brace e senza fiamma. Il pregio dei Tramontini è quello di aver divulgato a macchia d’olio l’interesse per la pizza, realizzando una pizza napoletana di grandissima qualità, con pizzerie disseminate in tutta l’Italia del Centro – Nord.

 

Storia


Chiamata anticamente “erra Tramonti” dai propri abitatori-coloni, prende il nome dalla configurazione del luogo in cui è situata, circondata, incastonata da monti com’è, “intra montes”, terra tra i monti. La presenza romana è stata testimoniata da molti ritrovamenti: avanzi di sepolcri e monete dell’alto e basso Impero, urne cinerarie.

Ebbe il suo massimo splendore ai tempi della Repubblica Marinara di Amalfi con una parte importante essendo coinvolta, insieme con le popolazioni rivierasche, nella difesa della città contro il longobardo Arechi II, come pure nelle alterne vicende contro l’ambizioso Sicardo, fino a quando Amalfi, liberandosi dal dominio del Duca di Napoli, il 10 dicembre dell’anno 839, con la proclamazione della Repubblica, cominciò quella gloriosa ascesa che la portò ad essere una grande potenza marinara per più di tre secoli.

Tramonti, come del resto gli altri centri della costiera, oltre ad aver contribuito alla grandezza della Repubblica Amalfitana, usufruì anche dei suoi traffici, del suo commercio e delle sue ricchezze per il proprio sviluppo. Fra le famiglie nobili ricordiamo in particolare Geta, De Maio, Fontanella, Giordano, Marciano, Palumbo, Conte, Cesarano, Romano, Pisacane, Citarella, Fierro, De Rosa, Vitagliano, Pisano. Tramonti ha avuto molti uomini illustri che si sono distinti in vari campi, come vescovi, cronisti, avvocati, giudici, notai, ammiragli, pittori, consiglieri di principi e re.

Nell’assalto che i Normanni, insieme con i Salernitani, sotto il comando di Ruggiero il “Normanno”, mossero contro la Repubblica di Amalfi, Tramonti contrastò fortemente le forze avversarie con la guarnigione della fortezza o Castello di Montalto. Con il dominio dei Normanni, cominciò il periodo oscuro di Amalfi ed anche la grandezza e l’importanza di Tramonti andò diminuendo.

Monumenti e bellezze naturali

  • Convento di San Francesco del 1474 con all’interno trittico in bassorilievo ed affreschi del Bocchetti
  • Chiesa di San Pietro Apostolo con splendide decorazioni barocche
  • Cappella Rupestre, una cavità naturale con un luogo di culto dedicata alla Madonna delle Grazie, di stile gotico con tratti romanici
  • Chiesa dell’Ascensione con il bel campanile in stile romanico e volta a botte
  • Chiesa di Sant’Elia, adorna di un portale in pietra lavica
  • Conservatorio dei SS. Giuseppe e Teresa, utilizzato come educandato per le figlie dei nobili partenopei nel Settecento

Economia

I boschi di Tramonti sono cedui, di castagneti, uliveti, limoneti e vigneti, con i quali si produce l’ottimo vino rosso tipico del paese.

Risorsa centrale resta il turismo per la suggestività dei paesaggi.